Matilde Patavina, Roberto Ramoscelli, Orizzonti del Pensare,

Il Capitello, Torino 2008


1. Veste grafica

 

Il testo si presenta con grande efficacia – a tratti con forse eccessiva chiarezza, che insospettisce e sembra rimandare ad una eccessiva semplificazione. Ma non è così: l’indice preciso e tuttavia conciso che apre il volume, la sobria sezione di letture iniziali, il carattere forse non bello, ma comprensibile, lo sfondo verde dei titoli e delle letture stesse, nonché il grassetto verde delle parole chiave di ogni paragrafo fanno dell’opera un buono strumento di studio dal punto di vista grafico.

Le immagini sono proposte raramente, lasciando il posto a cartine geografiche e ad una gestione dei colori e degli spazi decisamente in grado di non stancare l’attenzione.

Ad un repertorio di immagini è dedicata la sezione “Intersezioni Arte-Filosofia”, presente al centro di ogni volume.

 

2. Contenuti

 

Dalla scelta dei titoli alla concisione dello scritto il manuale decide di offrire non tanto e non solo un approccio possibile, ma crede nell’interpretazione che sceglie e – pur nella possibilità che essa non corrisponda sempre al fatto filosofico – questo è già un merito essenziale del testo.

A detrazione dei molti meriti del manuale va la mancanza delle mappe concettuali, mentre le sezioni (a colonne) “Uno sguardo d’insieme”, con sintesi e parole chiave del capitolo e “Dibattito storiografico” arricchiscono senz’altro ogni capitolo, costruendo un percorso originale (“itinerario”) che giustifica la scelta dei testi di letteratura secondaria, generalmente dello spazio di quattro facciate e della scena filosofica e filosofico-letteraria-storica.

Impreziosisce l’offerta formativa la contestualizzazione storica dell’argomento che si va ad affrontare di volta in volta. La veste grafica (campo verde chiaro, doppia colonna) e la posizione aiutano senz’altro il lettore.

 

3. Resa didattica

 

La presenza di un “percorso di riflessione” costruito attraverso domande aperte non banali sostituisce le domande V/F, chiaro sintomo di una volontà di far emergere l’aspetto didattico dai contenuti e dalla disposizione di testo storiografico/fonti. Il manuale, malgrado manchi di quegli elementi che la buro-pedagogia bollerebbe come essenziali, è di certo un ottimo strumento didattico.

 

4. Fonti

 

L’inserimento delle fonti all’interno della narrazione interpretativa mi lascia generalmente dubbioso, la difficile resa di Simposio e del lavoro di Vegetti-Fonnesu, a riguardo, è emblematica. Eppure il manuale in oggetto riesce a sostenere l’argomentazione offrendo – con ottimo timing – almeno una/due fonti per ogni capitolo all’interno di un’unità didattica. La fonte è, però, ben distinta dal testo, su fondo verde chiaro e carattere corsivo, con indicazione di data e autore, piccola finestra di contestualizzazione e brevissima indicazione del lavoro da compiere a ridosso degli aspetti essenziali del brano riportato (“Navigare nel testo”).

Un utilizzo particolare delle fonti è quello ad inizio capitolo, per stimolare l’attenzione del lettore. A tale scopo vengono scelti anche brani da contesti diversi da quello prettamente filosofico (es. Cap. 10 del primo volume: “Il senso della vita nella ricerca del primo Cristianesimo” propone in apertura la “Lettera a Diogneto” del II secolo d. C. e “Si chiamava Gesù” di F. De Andrè, del 1963).

Più debole è, invece, la sezione che cerca il confronto fra il tema affrontato e l’attualità. Ma la mera presenza è già titolo di merito.

 

5. Edizione

 

24,50 il primo. 25,50 i secondi due volumi, 27,50 il terzo 500

 

http://www.capitello.it/?q=content/orizzonti-del-pensare