Luciana Mulas

 

Iniziata nel 1961, allorché fotografa da autodidatta con il fratello Mario Mulas gli spettacoli del Piccolo Teatro di Milano, l’impressionante carriera di Luciana Mulas l’ha poi portata a lavorare a Londra, prima di tornare in Italia dove si stabilisce a Castellaro Lagusello, sui colli mantovani.

Una dedizione intera alla fotografia: non si fa mancare moltissime collaborazioni con svariate riviste ("Amica", "Arte", "Data Manager", "Grazia", "Interni", "New York Times", "Tempo Medico", "Welcome") e enti o manifestazioni pubblici (Triennale di Milano, V International Photomeeting si San Marino, Assessorato alla cultura di Biella, Regione Lombardia) che sbocciano in numerosissime mostre sia collettive che personali nelle principali città d’Italia.

Il suo indeniabile fascino per il cinema e il teatro fa sì che dagli anni 1970 incontra i maggiori esponenti del mondo dello spettacolo, dell’arte e della politica e ne cattura il volto.

Tuttavia, se è stata estensivamente esposta la sua collezione di ritratti (Galleria Gianferrari, Milano, 1985; Galleria Cavour, Bologna, 1988; Galleria Il Diaframma, Milano, 1992; Galleria Duoma, Verona, 2000; Museo d’Arte Moderna di Gazoldo (MN), 2001; Tosi Mobili, Pozzolengo (BS), 2011), si è altresì fatta riconoscere in altri ambiti, come ad esempio fotografando il restauro del Cenacolo di Leonardo per Il New York Times (1980), il suo reportage sui luoghi in cui soggiornò Mozart durante un viaggio italiano per la rivista Paralleli dell’Editoriale Domus (1991), o ancora quello su "Biella e dintorni – Architettura da capogiro" (2001) per citarne alcuni. Esercitò anche la professione di docente di Fotografia presso l’Istituto Superiore di Architettura e Design di Milano.

I suoi ritratti colpiscono per la loro particolare intimità, una vicinanza umile e agiata che si percepisce tra fotografo e soggetto e che viene poi regalata allo spettatore, ovvero a noi. Noi, che grazie ai capolavori di Luciana Mulas, abbiamo l’impressione di penetrare per quanto poco nell’anima di questi mostri sacri.